Il rifugio

above the sea trekking valmalenco

Come racconta ai lettori di Montagne Lorenzo Naddei, guida escursionistica e tra i più assidui frequentatori di rifugi che io conosca, fino a una decina di anni fa alle guide come lui che organizzano trekking di più giorni venivano poste le solite domande di rito: “Dove si va?”, “E’ un bel posto?”, “Cosa devo portrami?”. Oggi, dice Naddei, gli interrogativi sono altri: “Come è il rifugio?” “C’è la doccia?”, “Come si mangia?”. I rifugi, cosi rivela quest monografia, si sono adeguate alle richieste più esigenti dei frequentatori dell’alta montagna, e non  sono più solo punti di appoggio per avvicinarsi agli attacchi di vie, o ripari d’emergenza. Da tempo sono diventati mete vere e proprie. La notte in rifugio è diventata essa stessa lo scopo del viaggio. Allora qual è l’esperienza emotiva che ci si aspetta in una notte passata in alta montagna? I pasti più curati o le docce calde sono solo piccole comodità, dettagli per confortare la serata. La ricompensa emotiva dopo la salita sta altrove. Sta tutta in una certa ritualità che porta a subliminare il malinconico isolamento della notte in montagna: le stelle, la luna, il buio sono ancora più misteriosi in riva ad un ghiacciao o sotto una grande parete, e allora ci si racchiude nell’incanto rassicurante delle serate in rifugio, in quel galateo coì particolare imposto dagli spazi ristretti. Sarà a quel punto che coglieremo un’estetica della misura e della frugalità in grado di farci sentire, oggi come un tempo, in un luogo finalmente diverso.

Tratto da Meridiani Montagne n°57

 

 

Massaciuccoli romana

 

Il  5 Marzo è stato inaugurato il nuovo  padiglione dell’area archeologica di Massaciuccoli, il “Cantiere”.   Realizzato sulla stesso design del padiglione Guglielmo Lera, il progetto è stato finanziato in gran parte da fondi regionali, fondi privati  e comune di Massarosa. E’ una struttura  mirata a proteggere le fondamenta e le mura di quelle che si pensa siano la continuazione dei resti archeologici del Guglielmo Lera.  Interpretati come  un luogo di accoglienza o stazione di cambio(”mansio”) al servizio dei viaggiatori in cammino lungo la via pedemontana che collegava Luni, Lucca e Pisa, i nuovi reperti sono di pregiato interesse storico e sottolineano ancora una volta il potere della famiglia romana Venulei . All’interno del nuovo padiglione sono stati creati percorsi mirati a scoprire i particolari della struttura romana. Camminando su passerelle sopraelevate  si possono osservare gli scavi sottostanti  da vicino e gli ambienti ritrovati: magazzini, una cucina, una rimessa  e la stanza dedicata al culto di una divinità, al momento ancora sconosciuta. Si tratta di un piccolo polo archeologico di notevole interesse in un angolo di Toscana tutta da scoprire tra la cultura e la natura.

Per maggiori informazioni: www.massaciuccoliromana.it

Il sogno di un’estate

Above the sea_Il pallone frenatoAgli inizi del Novecento Alemanno Barsi, gestore dell’Albergo Alto Matanna, escogitò un singolare quanto fantasioso sistema per portare i suoi clienti e gli escursionisti, a sei per volta, dalla Grotta all’Onda (nel comune di Camaiore) al Colle della Porta (oggi Foce del Pallone), nei pressi del suo albergo. Si trattava di un pallone aerostatico agganciato ad una fune, una sorta di antenato delle moderne funivie, ma senza motore, che sfruttava la forza di salita stessa del pallone. L’ingegnoso marchingegno, battezzato Rosetta, come la moglie del signor Barsi, venne inaugurato nell’agosto del 1910 ma la sua vita durò si e no 4 mesi perché lo stesso inverno una forte tempesta si portò via il pallone, le funi e i sogni di Barsi. Nonostante tutto l’impresa ebbe un grande eco sulla stampa nazionale e vennero realizzate persino delle cartoline. Di queste cartoline, oggi, si conosce l’esistenza di soli tre preziosi esemplari. Uno dei quali era in vendita su eBay alla modica cifra di 3000 euro.

Fonte: Montagna